Il Peperone di Aladino

È remota possibilità quella di incontrare il “Peperone di Aladino” ma, ancor oggi, lontano dal Catai (antico nome dell’odierna Cina settentrionale e patria del ragazzo fannullone), si può avere la fortuna di trovarne qualcuno ma, per scoprirlo, sarà necessario strofinare il proprio anello come fece il disperato Aladino, braccato sottoterra. Purtroppo l’ortaggio non è la celebre lampada e da esso non uscirà il Genio che soddisfa ogni desiderio ma, più semplicemente, la cena…

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Può, infatti, accadere che, strofinandosi l’anello davanti al frutto, lo si possa osservare aprirsi lungo l’asse maggiore per offrirvi delle calde, profumate, succulente  mezze maniche alla crema di peperone.

Immaginatevi di rientro a casa dopo una guardia in ospedale di 12 ore di cui 7 trascorse in sala operatoria, 1 a discutere con i colleghi circa l’appropriatezza di ricoverare una polmonite in chirurgia, 1 alla riunione del sindacato medico, 1 a svolgere attività di lecca-lecca nello studio del Primario, 1 alla visita in reparto ed 1 ad illuderti che i parenti abbiano compreso ciò che hai appena spiegato loro…

Ebbene, constatato che tua moglie non è ancora rientrata perché ha ripreso la figlia alla danza ed il figlio al nuoto, prima di indossare il grembiule ed accendere i fornelli nella speranza di non confondere l’olio con il viakal,… perché non dare una strofinatina all’anello davanti al frigo aperto?… non si sa mai!… Tentare non costa nulla!… magari le mezze maniche escono dalla zucchina romanesca!… va, comunque, bene!

Certo che l’evenienza non è così frequente… a me è successo solo due volte e, purtroppo, in momenti in cui non ero così stanco da apprezzare appieno l’evento: la prima risale a molti anni or sono; eravamo invitati a cena nella nuova casa di amici del Liceo, oggi odontoiatri ed architetti della mia bocca.

Quando Nicoletta bussò, per evitare di vedere in terra le bottiglie che stringevo amorevolmente tra le braccia, aprì la porta Cristiana che, dopo i primi convenevoli, mi indicò la strada per la cucina a vista con ampia penisola in cui il mio compagno di scuola si accingeva ad arrostire i peperoni.

Posate le bottiglie ed abbracciato Enrico mi strofinai inavvertitamente la fede ed osservai, per la prima volta, il miracolo dei peperoni di cui avevo udito parlare. Enrico guardava sbigottito ed incredulo, poi guardava me… poi la moglie… poi nuovamente gli ortaggi miracolosi… “ma che è ?” esclamò. Cristiana non avendo ancora veduto diceva: “ma che è cosa ?”… io tacevo sapendo che le circostanze non avrebbero potuto incolparmi del solito scherzo. Enrico guarda Cristiana: “Ma questi peperoni li hai fatti tu ?”… “ma se sono quelli che dovevi arrostire… sei sicuro di sentirti bene?”.

La seconda volta si è verificata poco tempo fa a Monte Carlo, dove una bancarella di frutta e verdura ha il significato di esistere solo se somiglia ad una vetrina di Bulgari. Ebbene, mentre ammiravo il luccichio di tutto ciò che non aveva mai conosciuto verme o insetto, perfettamente tirato a lucido… l’indice ed il pollice della mano destra andarono nuovamente a far girare la fede… due peperoni si aprirono e riversarono pasta e crema sui prodotti sottostanti… la gente credeva ad uno scherzo… una mamma indicava al bambino… “regarde… une cascade de pâte au poivron!” … io ero impassibile… Nicoletta rideva e il mercante, accortosi in ritardo di quanto stava accadendo, continuava a fissare peperoni e “cascade”… immobile… senza dire una parola… alieno in casa sua…

Non credete a tutto questo?… Ma come?… al telegiornale si e a me no ?! 

Non credo che i sogni siano solo quelli che studiava Froid… mi da forza la coscienza di possedere un prezioso lavoro in cui, entrato in confidenza, si può coinvolgere le pazienti in voli fantastici… loro ti seguono divertite… a patto che poi, per l’intervento, si atterri!… non serve dormire per sognare e sono convinto che il sogno rappresenti la miglior medicina per la mente… puoi, con esso, vivere ed avere tutto ciò che desideri… dal peperone che ti offre la cena ad un volo notturno sull’Antartide… non necessiti di permessi e non c’è reato…

Una ricetta d’autunno? Mah! Inventiamoci che il giallo, il rosso ed il verde sono certamente colori della transizione di settembre/ottobre e, a Roma, anche novembre… ma, in effetti, il nostro ortaggio è presente tutto l’anno… 

Bene, visto che continuate a sorridere ed a non credere che l’Aladino che è in voi possa fare uscire la cena dalla lampada-peperone, vi racconto la scena terrena:

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Aglio, scalogno e peperoncino in olio evo….

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… poi si aggiungono i peperoni lavati, privati delle parti bianche e tagliati in piccoli pezzi..

… si “tira” con brodo vegetale fino ad ottenere una consistenza molle…

… Si passa il tutto al mixer, si lascia raffreddare, si aggiungono e si incorporano una o più uova intere, si manteca la pasta senza fiamma o con fuoco bassissimo e… si mangia! Cos’altro? Ops… le mezze maniche sono diventate penne… 

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La vogliamo mangiare al lago in una giornata piovosa?

2013 - Gerard e Austria (93)

Perché no?

 

Primi piatti/Pasta/Pasta con i peperoni/Peperoni/Primi piatti/Ricette d’autunno/Ricette per tutto l’anno.

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Nazzareno ha detto:

    La narrativa è avvincente e scorrevole: Sei pronto a pubblicare tutto su una strenna natalizia?

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  2. Mimmo Paolicelli ha detto:

    Pubblicare? … sarebbe il sistema migliore per non essere letto … il blog è più divertente! Ciao caro e Grazzzzzie!!!

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