Caterina de’ Medici e la pasta con le telline

Domenica scorsa, in un piacevolissimo ristorante di uno stabilimento balneare di Fregene, mentre mi accingevo ad affrontare una ” padellata” di frutti di mare in fil di forchetta e coltello, ho sentito la voce dell’inserviente dirmi ” ma si fa con le mani”. Il mio categorico “MAI!” non ha concesso repliche e il  pensiero è volato a Caterina de’ Medici.

Caterina de' Medici

Grassa bottegaia fiorentina fù definita al suo arrivo a Marsiglia per incontrare il bell’Enrico II d’Orléans che sposerà il 28 ottobre 1533. Quella bottegaia, futura Regina di Francia, trasformò la sfarzosa ma rozza corte in una delle più raffinate d’Europa. 

Doti politiche a parte, introdusse l’amore per la biancheria intima, i profumi che faceva venire da Firenze, tovaglie, ricami, raffinati fazzoletti e … la forchetta! 

“Dame e Gentiluomini: afferrare la carne a tocchi con le dita dal piatto è, come minimo, indecoroso e considerato intollerabile nella città da cui provengo. Esistono metodi migliori: osservate” … e mostrò ai cortigiani il funzionamento dell’alieno strumento.

Non inventò nulla perché, dalla seconda metà del quattrocento, sulla tavola medicea, a Firenze, non mancavano mai le forchette. Fu un gesto di civiltà che permise di non prendere i pezzi di carne con le mani da un vassoio comune per poi pulirsele con la tovaglia.

Ebbene ??? Vogliamo tornare alla corte di Francia pre-medicea??? Quando prepariamo un piatto dobbiamo fare in modo che non si renda necessario toccare il cibo con le dita. Molti non saranno d’accordo, soprattutto quelli che dopo essersele insudiciate se le leccano… Esistono, però vie di mezzo: soprattutto in Alto Adige usano avvolgere con carta stagnola la parte solo ossea della braciola che può essere, così, presa in mano senza sporcarsi. Ne risulta, ugualmente, un mangiare cavernicolo ma … un po’ più accettabile.

Insomma… quando si ha intenzione di preparare uno dei piatti principe della cucina da spiaggia, gli spaghetti con le telline, ci si deve mettere davanti allo specchio e chiedersi “sono nelle giuste condizioni psichiche per affrontare lo sgusciamento di tutte le conchiglie?…( o quasi… qualcuna intera ornamentale è concessa!)”.

Se la risposta è si … passiamo all’acquisto del mollusco bivalve della famiglia dei tellinidi… più son grandi e meglio è… soprattutto per chi separa valva da mollusco.

Se ve le hanno date fresche, e, quindi vive, dopo l’immersione in acqua salata come quella del mare ( vedi in “spaghettoni con vongole cornute e filastrocca romanesca”) tireranno fuori il “piede”, quel velamento biancomadreperlaceo trasparente della foto “subacquea” sopra, che, normalmente, consente loro di infossarsi nella sabbia ed esplorare l’ambiente circostante… chissà che sensazione avranno in assenza di sabbia e nell’insalatiera?

Caterina de'Medici e pasta con le telline per blog 03

Il successivo passaggio è il solito: olio evo, aglio, peperoncino, e, dopo poco, bivalve, coperchio e fuoco medio.

Appena cominciano a schiudersi si alza la fiamma e si sfuma con vino bianco.

Tolte dal fornello e lasciate un po’ raffreddare, inizia il paziente lavoro che preserverà le nostre dita quando saremo a tavola.

Naturalmente l’intingolo residuo alla cottura sarà filtrato ed utilizzato per il condimento degli spaghetti. 

Alla fine e prima della classica spolverata di prezzemolo incorporeremo del succo di datterini pressati al colino chinoise lievemente salato.

Caterina de'Medici e pasta con le telline per blog 05

Questo darà un fresco e tenue aroma di pomodoro senza che la pasta divenga rossa o che le bucce del datterino infastidiscano la vista dei delicati, piccoli molluschi.

Caterina de'Medici e la pasta con le telline per blog 10

Beh… visto che le telline vivono nella sabbia… un luogo soddisfacente per andarle a gustare potrebbe essere in vista di una bella spiaggia bretone… anche se li, gli spaghetti, te li devi cucinare da solo…

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