Pollo zenzero e limone.

Mamma, dov’è la fabbrica del pollo? Questa battuta di qualche anno fa, pregna di sconsolante realtà non è, poi, così lontana dalla verità… provate ad osservare le immagini di allevamenti intensivi di polli “da carne”…

… da carne?… ebbene si! Vuol dire proprio ciò che state pensando… vivono per fornire proteine alimentari all’uomo! Vivono?… vivrebbero fino a 16 anni se non fossero abbattuti tra le 4 e le 6 settimane dopo avere soggiornato su uno spazio grande, in media, come quello di un foglio A4! Se sono fortunati questo spazio è al suolo (allevamento a terra), altrimenti in gabbie sovrapposte…

Vi ricorda qualcosa? Io visitai, tanti anni fa, uno di quei luoghi in cui la scritta che ti accoglieva era “Arbeit macht frei”… ero ventiquattrenne e mi stavo per laureare in Medicina e Chirurgia… la sera, facendo ritorno, in pullman, a Krakow (Cracovia) con altri laureandi Medici provenienti da tutta Europa, non pensavo a quello che la mente non riusciva o non voleva immaginare.

Poi mi sorpresi a ripetermi insistentemente ” quello scempio era stato commesso da un popolo civilissimo… ma allora si può ripetere…”

La parola pollo si riferisce all’animale giovane o, se preferiamo, al pulcino adulto ed indica, genericamente, sia il maschio che la femmina.

Con il passare del tempo, dopo circa sei mesi e non più di 2 Kg di peso, sarebbero diventati gallina e gallo maturi ed in grado di riprodursi. Il condizionale è d’obbligo perché le razze da carne non avranno mai tanta vita da poter prendere coscienza del loro sesso.

Chissà se, vivendo, scoverebbero una moltitudine di sessi ed intrecci riproduttivi reali o presunti come sta avvenendo per la razza umana?

Il detto “fare il gallo del pollaio” immagino che sia, ormai, in pensione perché, a parte la freccia avvelenata per le femministe, non si saprebbe qual’è il gallo e chi sono le galline…

Per la produzione di veri galli “virili” e del loro harem di galline “ovaiole” si usano delle razze selezionate a dare il meglio. Queste fortunate elette godranno di “un’attesa di vita” quantitativamente e qualitativamente più soddisfacente

Ebbene, questo immenso sacrificio di polli ci offre la soluzione di tanti pasti in cui non si può mangiare il pesce perché il mare è mosso da giorni, non ci va la solita carne rossa, la frittata la abbiamo mangiata ieri sera e la mozzarella con pomodori ieri a pranzo…

Inoltre la carne del semivolatile è estremamente versatile nelle preparazioni: arrosto, impanata e fritta, al limone, al curry, all’arancio, con i peperoni… e allora perché non limone e…

… zenzero!

Questa radice, come tante altre, è, da anni, entrata nelle case degli italiani sotto forma fresca (quella della foto) o essiccata e polverizzata ed utilizzata per la preparazione di pietanze, tisane, liquori o, addirittura, in compresse.

In effetti, come quasi tutte le spezie, ha un’attività antiossidante ed antinfiammatoria ed è anche attiva nelle dispepsie (alterazioni della funzionalità intestinale).

Personalmente, sono attirato dal suo aroma delicato e pungente che possiede anche la capacità di esaltare i sapori a cui è associato…

E veniamo, finalmente, alla ricetta che è facile, facile ed… efficace!

Per l’acquisto della materia prima non è necessario il macellaio di fiducia perché i polli provengono quasi tutti da allevamenti intensivi. Un pollo ruspante, pur trovandolo, è superfluo per questa preparazione.

Magari potete scegliere carni provenienti da allevamenti “biologici” in cui i polli hanno maggiori spazi verdi per razzolare, a volte anche all’aperto. Questo, se realmente osservato, porta ad un maggiore rispetto dell’animale ed ad una migliore qualità della carne.

Ottenuta la materia prima passiamo al suo taglio in pezzi non troppo grandi…

Infariniamoli…

Fondiamo del burro salato…

Tuffiamoci i petti infarinati…

E… giunta la doratura… bagnamo con il succo di limone

Ed è arrivato il momento… dello zenzero!

In questo caso lo abbiamo utilizzato secco e polverizzato. Se si usa fresco è necessario grattarne di più per ottenere lo stesso risultato.

Non resta che inventarci una presentazione… che, alla fine, porta via più tempo della preparazione stessa…

Buona degustazione!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. margherita ha detto:

    buongiorno, per la prima volta ho provato, e ci sono riuscita con successo,la tua ricetta facilissima e buonissima fatta per me che odio stare in cucina …grazie

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  2. Mimmo Paolicelli ha detto:

    Ahahah… c’è n’e una per ognuno !

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