La ricetta eoliana

In giro per le isole dell’arcipelago delle Eolie, ospite, con mia moglie Nicoletta (v.granchio porro 2), sulla barca di mio cugino Francesco e della consorte Adriana, ho osservato le abitudini gastronomiche del luogo.

In particolare ho cercato di individuare i complementi che utilizzano più frequentemente, a prescindere dalla materia prima che stanno elaborando…  carne, pesce o pasta…

Questo studio si è svolto evidentemente a terra, anzi, a volte, nell’entroterra! È il caso dell’isola di Salina…

La ricetta eoliana 03… in cui, ormeggiato il natante, abbiamo noleggiato un’automobile per raggiungere i poderi di contadini che si trovano a 400 m. di altitudine. 

Per Francesco era un rituale perché ogni volta che si è trovato in quei luoghi si è recato ad acquistare capperi e malvasia, per me era un’esagerazione ma la faccenda mi intrigava e lo ho accompagnato acquistando, a mia volta, quelle specialità…

… mentre io visitavo la vigna lui pesava i capperi sotto l’occhio vigile dell’attempata contadina che controllava che non venisse messo un cappero di troppo.

Glielo avrebbe, comunque, abbuonato visto che ne ha acquistati ben 4 Kg!!!

Di fronte al mio stupore disse che li avrebbe distribuiti tra gli amici.

Quella bilancia a due piatti conduceva i miei pensieri alla casa dei miei nonni paterni, in via Piave, quando, a 4 anni, giocavo in cucina con i suoi divertenti pesi di vario volume… rammento pure che in quel tempio della cucina casalinga c’era una chef, un’aiuto chef/salsista ed una sguattera… quella che riceveva rimproveri da tutti… tranne che da me…

La ricetta eoliana 09La malvasia, sebbene mesciuta dalla botte, non era male ma un pò troppo zuccherina…  merito della bella posizione della vigna con terreni scoscesi e soleggiati? Della vendemmia tardiva? Della macerazione degli acini al sole?… o di un po’ di C6 H12 O6 ?

Anche per i pomodori la scelta era vasta ma quelli che sistematicamente incontrai nei piatti proposti nei vari ristoranti sono stati gli immancabili datterini e quelli secchi.

Questi ultimi di varie forme e dimensione e variamente speziati venivano proposti in sacchi di iuta o in barattoli di vetro, se sott’olio. Olio?… giusto!… Eolie viene da Eolo, re dei venti e non da olio… ma anche le olive con il relativo estratto extra-vergine non mancavano… 

… forse i pistacchi erano importati ma, comunque, largamente utilizzati.

Un’abitudine tutta siciliana che a me piace molto è quella di utilizzare il pangrattato sia come complemento di carni e pesci che per la pasta.

Esaurite le materie prime locali? No di certo ma quelle citate sono le più ricorrenti e quindi… in cucina!

Per la verità il primo esperimento è stato fatto in barca con la pasta che ho trovato nella dispensa ed i prodotti che ho acquistato al mercato di Lipari… la soddisfazione di Francesco è stata incoraggiante…

Veniamo, dunque alla ricetta eoliana definitiva:

Ricetta Eoliana 22JPGFacciamo andare in olio evo alcuni dei prodotti selezionati: capperi (quelli piccoli… 3-4 mm), qualche pomodoro secco tagliato a fettine, olive e datterini rossi spremuti con l’aggiunta di origano che è ubiquitario ma particolarmente utilizzato nel sud della nostra profumata penisola (raccolta dei rifiuti a parte).

Quando il tutto sarà un po’ appassito, aggiungiamo acqua calda (quanta si presume che la pasta possa assorbire… meglio di meno che troppa), portiamo ad ebollizione e buttiamo i maccheroni.

Intanto, con i pennarelli alimentari, facciamo un disegnino sul piatto… ohhh… questa volta si mangia a Stromboli!

Ricetta Eoliana 25JPG

Perché i maccheroni? Poiché mi ricordano un episodio di quando, universitario, posi, per la prima volta, il piede al di là dello stretto.

Fu ad Aci Trezza, a casa di un amico la cui nonna arrotolava della pasta attorno a dei ferri simili a quelli da maglia.

Fino a quel momento avevo creduto  che i maccheroni (o maccaroni come dicono a Roma), fossero quelli che avevano provocato l’Albertone nazionale… 

La ricetta eoliana 27

Quelli che faceva la nonna erano ben più lunghi di quelli che oggi troviamo in commercio…

Non saliamo che alla fine e se necessario; come avrete visto i capperi non sono stati dissalati..

Portiamo a cottura la pasta come se fosse un risotto e, se necessario, aggiungiamo acqua. Alla fine, i maccheroni, non devono essere secchi ma lievemente acquosi perché aggiungeremo il pangrattato…

 Ce li vogliamo gustare? … magari guarnendo il piatto con una sbriciolata di pistacchi?

Ricetta Eoliana 30

La prossima volta utilizzeremo le “busiate trapanesi” e ce le gusteremo a Salina…

Pasta/Pasta alla siciliana/Pasta con capperi, pomodori secchi e olive/Pasta eoliana/Piatti estivi/Piatti per ogni stagione/Primi piatti

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Patrizia Fantini ha detto:

    Questo piatto fa subito venire in mente i profumi d estate e del mare…. sa di cose buone ….diventa sempre più difficile commentare queste delizie! Poi quel disegno in fondo al piatto è il Top !! Bravissimo

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  2. Mimmo Paolicelli ha detto:

    Grazie Patrizia,
    in fondo è una puttanesca alla “siciliana”… prova !

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