La Giovanna colpisce ancora! La fondue au Vacherin fribourgeois!

Oggi, 2 marzo, la Giovanna e lo sposo Giorgio giungeranno a St. Moritz dopo essere diventati nonni e, all’apertura delle finestre di casa, troveranno un cielo stellato sgombro dalle nuvole della giornata e appena illuminato dalla luna che “cancella” le stelle meno luminose… l’ideale per la cenetta… si fa per dire…

La Giovanna e la Fondue au Vacherin 00.jpg

 … trasporteranno, infatti, nella loro auto, una “bomba” confezionata a Friburgo… no, no!… non si sono dati al terrorismo nel quale non credo possano avere gran futuro!

Anche la Svizzera, storicamente pacifica e neutrale, ha il suo esplosivo… loro, che ne sono gli esperti artificieri, dicono che per neutralizzarlo sia sufficiente del vino bianco, l’assenza totale di acqua e, per maggiore sicurezza, del Kirsch!

Intanto ho spostato l’appuntamento che avevo con il laboratorio analisi di una settimana… eh si!… quegli ordigni lasciano tracce nel sangue per diversi giorni.

Questi “pacifisti” ne producono in ogni cantone e quello che ci attende è, di Friburgo… il celebre Vacherin con il quale si prepara la bomba: la fondue au Vacherin, formaggio vaccino a pasta molle!

Vi chiederete, con una così poderosa alimentazione. quale possa essere la stazza  della Giovanna?… magra, assolutamente magra, come “il” Giorgio. Come faccia lui non si sa ma, per lei, è fin troppo evidente: porta in tavola piatti tanto succulenti quanto esplosivi e non tocca nulla… nulla… assolutamente niente!… solo verdure…

Antoine-Laurent_Lavoisier_(by_Louis_Jean_Desire_Delaistre)

Chi è il personaggio qui sopra? Giorgio, il marito della Giovanna a carnevale?… no, il 26 agosto compirebbe 275 anni… però qualcosa li accomuna… eh si!… sono ambedue contraddetti dalla nostra chef ed in particolare Antoine-Laurent de Lavoisier!

Questo signore ci offrì, quasi tre secoli or sono, una legge di meccanica classica che, con qualche ritocco, è valida ancor oggi e si chiama “Legge della conservazione della massa”. Essa deriva direttamente dal postulato fondamentale di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Ebbene la Giovanna produce (si trasforma) energia termica perché il suo corpo è caldo, energia cinetica perché, forchetta a parte, si muove, energia per i miliardi di reazioni chimiche che in ogni istante avvengono suo nel corpo, perché è ben vivace… ma cos’è che si trasforma? Il cibo no di certo! Inoltre, Giorgio ha giurato che non l’attacca, nottetempo, alla presa elettrica come la Tesla.

E allora? Allora Antoine-Laurent de Lavoisier e, nel secolo successivo, i termodinamisti Léonard, Thomson, Boltzmann, Gibbs, Nerst, Mollier… hanno preso una serie di cantonate… la Giovanna produce energia dal nulla!

Ma torniamo alla “bomba”. Come ogni ordigno che si rispetti se ne possono avere di diverso potenziale: quello base è per suorine… tipo le  cistercensi dell’Abbaye de Maigrauge di Friburgo, contiene solo formaggio Vacherin fresco, di prima stagionatura.

Questa versione, in quelle successive e progressivamente più potenti, viene miscelata dal venditore in parti uguali dello stesso formaggio di uno, due, tre, quattro… livelli di stagionatura.

La Giovanna, per adattare con prudente gradualità i nostri stomachini peninsulari a quelli dei gelidi climi nordici, ha scelto la formula “a tre formaggi”, dunque quello fresco e due stagionature diverse.  

La Giovanna e la Fondue au Vacherin de Fribourg 03

Il Vacherin friburgeois ha una forza, un moderato aroma di resina ed un sapore acidulo/nocciolato che vengono apprezzati senza aggiunte di vino bianco o alcolici tipo Kirsch che sono, a Friburgo, tassativamente vietati: naturalmente nella fonduta, non sulla tavola!

La Giovanna e la Fondue au Vacherin de Fribourg 06

Non si aggiunge che dell’acqua calda per aggiustarne la consistenza. Questa, nelle proporzioni di 0.5 dl ogni 200 g di formaggio fresco fino al doppio per la nostra preparazione “a tre”, viene portata a 50 °C e non di più… tutti noi abbiamo un termometro elettronico ad immersione in cucina… altrimenti con pochi euro… 

La Giovanna e la Fondue au Vacherin de Fribourg 09

Mentre si scalda l’acqua si fanno andare le patate…

La Giovanna e la Fondue au Vacherin de Fribourg 15.jpg

… e si comincia a versare il formaggio nell’acqua che ha, ormai, raggiunto i 50 °C. La fusione deve avvenire lentamente, sempre alla stessa temperatura… portate un po’ di pazienza…

… che, alla fine, tutto si scioglie… e… in tavola! 

La Giovanna e la Fondue au Vacherin de Fribourg 21

La fonduta, qual ch’essa sia, si prende intingendo dei cubetti di pane o pezzi di patata lessa ed accompagnata da vino bianco e Kirsch… 

La Giovanna e la Fondue au Vacherin 22

Ma no!… chi ha versato il Kirsch alla Giovanna??? 

La Giovanna e la Fondue au vacherin de Fribourg

Non ho avuto notizia di ciò che facciano i friburghesi il giorno successivo alla vacherin ma vi posso dare il mio consiglio…

…una bella passeggiata sopra Chamues, addentrandosi nel Parco Nazionale… ma va bene anche a Villa Pamphili o Parco Sempione…

P.S.: se il vostro fornitone non ha il Vacherin… fate un giro sul web!

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luigi ha detto:

    Carissimi, quei signori mi sembra di conoscerli !
    Ma ditemi, la foto e’ stata scattata da Antoine de Lavoisier a voi ?
    Un abbraccio forte.
    Luigi

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  2. Mimmo Paolicelli ha detto:

    Buongiorno miei cari,
    ebbene si, Antoine, ancora bardato da Chalanda de mars, ha scattato! … la camera non era ancora stata inventata e stava proponendo un dipinto… capirai un altro quadro da sistemare per il Giorgio!
    Nella prossima ricetta ci sarete anche voi ! … anzi, se mi mandi qualche foto del Mulino …
    Baci baci !

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  3. stefyk ha detto:

    Le ricette colpiscono…. per l’accuratezza dei dettagli, della storia e soprattutto degli ingredienti… le tradizioni raccontate con dettagli a volte, da noi cuoche per caso, mai conosciuti… peccato i commensali siano più attenti ai bocconi che alle parole!

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